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Fonte: Il Giornale di Vicenza

Una Sciocchezza rimanere senza aeroporto

Sono un pilota, ho un semplice brevetto di volo per aerei dell’aviazione generale (PPL). Non sono un esperto di problemi aeroportuali anche se bazzico nel mondo aeronautico da una quarantina d’anni. Certamente su questo argomento ne capisco comunque qualcosa di più di uno dei personaggi che il sindaco ha consultato per avvalorare l’ipotesi di cambiare l’aeroporto con un parco, una ipotesi che mi ha spinto a scrivervi, così come feci tre anni or sono per segnalare il possibile flop che Vicenza e le associazioni di categorie riunite nel consorzio per la gestione dello scalo civile facevano appoggiando l’apertura di una linea aerea per Roma [continua a leggere]

Foto (scattate durante il Consiglio Comunale del 22/09/2009 ai cartelli di protesta esposti contro Sindaco & Co. sulla questione “Dal Molin”)

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INCONTRO COL SINDACO DI VICENZA SULLA QUESTIONE “DAL MOLIN – COMPENSAZIONI”, 21/09/2009

COMITATO SALVIAMO L’AEROPORTO

Oggetto: incontro odierno col sindaco Variati

 

Il nostro gruppo ritiene non esista alcuna compensazione in grado di ripagare gli incalcolabili danni, ambientali e relativi al peggioramento della qualità della vita dei vicentini, causati dalla costruzione della nuova base USA. Dal punto di vista della sicurezza la città diventerà, di fatto, lo scudo umano degli USA. In passato all’interno del Dal Molin erano di stanza ben 5 mila militari e la viabilità, da allora rimasta inalterata, era ampiamente sufficiente a soddisfare le necessità dei militari, pertanto, a parità di soldati, la tangenziale nord e la Ponte Alto Ederle 2 sono superflue. Temiamo, dato l’incremento esponenziale della cubatura rispetto a quella preesistente e l’incremento della viabilità prettamente al servizio della nuova caserma, un uso della base ben diverso da quello presentato finora alla città. Continua a leggere

qui si nota il macchinario utilizzato (visto anche dall’alto) per la posa dei PALIDSC00913IMG_0375IMG_0376

 

 

 

                                         qui si notano i cumuli di macerie e il macchinario utilizzato per triturarle

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qui si notano i resti di piante e ramaglie lasciate dopo il disboscamento

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